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John Henry “Bonzo” Bonham è nato il 31 maggio 1948 a Redditch (UK) ed è morto il 25 settembre 1980.

La vita di John è sempre stata legata al “ritmo”. Il ritmo del suo cuore che cessò di battere dopo un giorno di vita a causa di un medico ubriaco, il ritmo di quella sua batteria che ha cominciato a suanare all’età di 5 anni costruendosi un kit di barattoli e lattine di caffè, imitando le mosse dei suoi idoli Gene Krupa e Buddy Rich, il ritmo forsennato con cui tracannava bicchieri di vodka perchè non gli piaceva volare e stare lontano dalla famiglia.

Nel 1964 abbandonò la scuola e formò la sua prima Band: Terry Web and the Spider. Incontrò ad un ballo la sua futura sposa Pat Phillips ed incise un 45 giri che ebbe un discreto successo.

Un paio d’anni dopo ebbe la possibilità di suonare con Robert Plant, già abbastanza noto allora, ed in quel periodo si fece la fama di “batterista più forte d’Inghilterra. Suonava con tale vigore che spesso distruggeva le batterie e capitò più di una volta che alcuni Club lo pregarono di smettere.

Quando Jimmy Page decise di formare una Band chiamò Terry Reid, che rifiutò ma consigliò Robert Plant, che accettò portandosi appresso l’amico “Bonzo”. Così, con John Paul Baldwin “Jones” iniziò l’avventura dei “Led Zeppellin“.

Durante la permanenza in America per il loro primo Tour, John divenne amico di Carmine Appice, mitico batterista dei Vanilla Fudge. Carmine lo introdusse nel mondo delle batterie Ludwig, e per Bonzo fu amore a prima vista.

Usava dei bastoni talmente lunghi e pesanti che li chiamava “alberi”. Il suo stile, colpire così violentemente la batteria, ha trovato massima espressione nelle canzoni “Immigrant song“, “When tle leeve breaks“, “The ocean“. Più tardi, invece, sviluppò uno stile più vicino al funk e al latin.

Bonham's drum

Pur non essendo approssimativo e sgangherato come Keith Moon, nè considerato dalla critica al pari di Ginger Baker, il suo assoluto potere dietro la batteria ha influenzato negli anni moltissimi batteristi hard-rock ed heavy-metal.

Da antologia i suoi assoli di batteria, prima in “Pat’s delight” e poi in “Moby Dick“, che spesso duravano mezz’ora, mettendo in evidenza l’uso delle mani nude per ottenere effetti sonori diversi.

Nel 1980 i Led Zeppelin decisero di fare un nuovo tour in America ed appena giunti iniziarono le prove. John bevve come una spugna prima di arrivare allo studio e quasi sicuramente nella notte, dopo la session. Fu trovato morto da John Paul Jones e dal manager. Due settimane dopo l’autopsia del coroner rivelò che John morì per un edema polmonare e non furono riscontrate altre sostanze se non l’alcool.

John fu cremato e spolto a Rushock, nella Chiesa Parrocchiale, e sulla sua lapide si legge:

“Alla cara memoria di un marito e di un padre amorevole. John Henry Bonham, morto il 25 settembre 1980, a 32 anni. Il suo ricordo vivrà sempre nei nostri cuori. Buonanotte amore mio. Dio ti benedica”.

Quando un amico, all’uscita del negozio di dischi, mi chiese: “Hai comperato l’ellepi dei Led Zeppelin? E’ favoloso!”, risposi: “No, quando ho visto la copertina ho pensato che fossero un pò pazzi…” Rientrai, lo comperai, e da allora ho acquistato un’ecatombe di dischi e souvenir in tutto il mondo. Sono io, il pazzo! Quante ore della mia vita ho trascorso ascoltando “Immigrant song”, “Moby Dick”, “Whole lotta love”, “Dazed and Confused”? Pagherei per poter avere “Bonzo” suonare alla mia veglia funebre!

Discografia essenziale:

Led Zeppelin (Atlantic, 1969)
Led Zeppelin II
(Atlantic, 1969)
Led Zeppelin III
(Atlantic, 1970)
Led Zeppelin IV
(Atlantic, 1971)
Houses Of The Holy
(Atlantic, 1973)
Physical Graffiti
(Swan Song, 1975 2 LP)
Presence
(Swang Song, 1976)
The song ramain the same (Swan Song, 1976 2 LP)
In trough the outdoor (Swan Song, 1979)
How the west wos won (Led Zepplin)
Led Zeppelin BBC Sessions
(Led Zeppelin)

Discografia non-Led Zeppelin:

She’s a Mod (The Senators, 1964, album Brum Beat, compilation)
Hurdy Gurdy man
(Donovan, 1968, album The Hurdy Gurdy Man, Epic)
Medley: It’s so hard
(P J. Proby, 1969, album Three weeks hero, Liberty)
Thumping beat
(Screaming Lord Sutch, 1970, album Lord Sutch and heavy friends, Cotillon)
Rockestra Theme + So glad to see you here
(1979, Paul McCartney & Wings, album Back to the egg)
Keep your hands on the wheel
(Roy Wood, 1979, album On the road, Warner)

Led Zeppelin Official Website

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Il mio tributo ai grandi della musica

Questo è un tributo ai molti musicisti che sono morti, sia per cause naturali, sia per incidenti, sia per abuso di alcool o droghe, sia per suicidio.

Anche se non sono più con noi, la loro musica vivrà per sempre nelle nostre menti e nei nostri cuori.

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