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Liam Rory Gallagher è nato Ballyshannon (County Donegal, Irlanda) ,il 12 maggio 1948 ed è morto il 14 giugno 1995, a 47 anni.

Gallagher è stato uno dei primi grandi musicisti rock d’Irlanda e la sua vita è stata un mix di successi e tragedie. Nella sua carriera ha venduto oltre 30 milioni di dischi in tutto il mondo, creandosi la fama di chitarrista inventivo e dinamico bluesman.

Affascinato in giovane età dal blues americano  e da musicisti folk sentiti alla radio, e vedendo Elvis Presley in televisione, decise di imparare a suonare la chitarra.

Dopo alcune esperienze con piccole Band locali, tra cui la “Fontana Show Band” e  gli “Impact”, suonando hits popolari nei primi anni ’60, forma nel 1967 il primo nucleo dei Taste; un trio ad imitazione dei Cream, e con cui si fa le ossa tra Amsterdam ed Amburgo.

Al ritorno in Irlanda forma un nuovo trio, poi si trasferisce a Londra con gli altri irlandesi Richard MacCracken e John Wilson, registrando tra il 1967 e il 1968, diversi pezzi che però verranno pubblicati dopo anni su Taste First, In the beginningTaste in concert (dal vivo al Marquee).

In questo periodo ci furono anche tour in Europa e America, dove facendo da headliners ai Blind Faith, Rory raffinò molto il suo stile. Nel 1970 si chiuse l’esperienza dei Taste e iniziò il suo prolifico percorso da solista.

Rory Gallagher

Nel corso degli anni ’70 ci ha consegnato una decina di album ricchi di bruciante blues-rock, soul e rythm & blues. In questo periodo effettuò una lunga serie di tour tra Europa ed America, guadagnandosi la fama di musicista maratoneta.

Tutti i fans del blues hanno apprezzato le sue performance nelle registrazioni con Muddy Waters, Albert King e Jerry lee Lewis.

Già alla fine degli anni ’80 la sua salute cominciò a deteriorarsi a causa dell’uso abbondante di alcool, ma Rory Gallagher ha continuato ad essere in tour fino al 1995, quando dovette subire un trapianto di fegato e morendo alcune settimane dopo, in seguito ad una infezione legata al trapianto stesso.

Ha lasciato una grande eredità musicale, influenzando musicisti come The Edge degli U2, Vivian Campbell dei Def Leppard, Brian May dei Queen.

Il suo album migliore è sicuramente il live “The Irish Tour 1974“, performance straordinaria, premiato come il miglio live dell’anno da Melody Maker e da cui venne tratto anche un lungometraggio prodotto dal regista Tony Palmer.

Quel 14 giugno 1995 mi stavo preparando per una breve vacanza quando seppi della morte di Rory Gallagher. Mi scappò una parolaccia, anche se in fondo, ma molto in fondo, immaginavo che un giorno o l’altro sarebbe successo. Era veramente bello veder suonare Rory, spesso con quella vecchia e malconcia Stratocaster del 1961; lui sparava le note direttamente dentro l’amplificatore. E’ vero che il suo nome non è mai entrato nell’Olimpo dei Grandi Chitarristi, ma il suo talento era notevole. Riascolto spesso quel meraviglioso Irish Tour ’74 e penso a cosa avrebbe potuto darci ancora se avesso bevuto un pò di meno….

Discografia essenziale:

Taste (polydor, 1969)
On the boards (Polydor, 1970)
Live Taste (Polydor, 1971)
Live at the Isle of Wight (Polydor, 1971)
Rory Gallagher (Polydor, 1971)
Deuce (Polydor, 1971)
Live in Europe (Polydor, 1972)
Blueprint (Polydor, 1973)
Tattoo (Polydor, 1973)
Irish Tour 1974 (Polydor, 1974 2 LP)
Against the grain (Chrysalis, 1975)
The story so far (Polydor, 1976)
Calling card (Chrysalis, 1976)
Photo-Finish (Chrysalis, 1978)
Top priority (Chrysalis, 1979)
Stage struck (Chrysalis, 1982 live)
Jinx (Chrysalis, 1982)
Defender (capo/Demon, 1987)
Fresh evidence (Capo/Demon, 1990)

The G-Men Bootleg Series (Essential 1992, 3 CD live)
Blue day for the blues (IRS, 1995)

Rory Gallagher – The Official Website

Tributo a Rory Gallagher

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